Iniziativa dei Cittadini Europei per un Piano straordinario per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione

Si chiama New Deal for Europe ed è un’Iniziativa dei Cittadini Europei per promuovere un piano di investimenti pubblici per fare uscire l’Europa dalla crisi tramite lo sviluppo della società della conoscenza e la creazione di nuovi posti di lavoro soprattutto per i giovani, ecco il Manifesto dell’iniziativa.

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Majdan! Ucraina, Europa?

La rivoluzione Ucraina è nata per la scelta di spostare le dinamiche dell’opposizione dai discorsi identitari e nazionalisti ai discorsi legati ai valori civili e democratici, facendo leva sulla crisi economica e la frustrazione popolare per la spudorata corruzione del regime autocratico di Yanukovych e cercando aiuto nell’Unione Europea. Come risponderà l’Europa all’appello ucraino?

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Si delineano le forze in campo per le Elezioni Europee del 25 maggio

La settimana scorsa è stata ricca di avvenimenti in Europa. Purtroppo la campagna elettorale non potrà fare a meno di seguire con grande preoccupazione i tragici avvenimenti in Crimea. Presto cercherò di analizzare le posizioni dei vari candidati e delle varie liste rispetto a quanto sta accadendo in Ucraina. Per ora vi consiglio di seguire quanto sta succedendo attraverso gli ottimi aggiornamenti de Il Post.

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Cosa significa “vincere le europee”?

A poche settimane dalle elezioni europee in tanti sono convinti di poterle vincere.

Berlusconi è convinto di poter dimostrare di essere ancora forte e “i sondaggi dicono che può vincere”, così il Giornale. Di Renzi c’è chi dice che abbia scalzato Letta per non perdere le europee e chi sostiene che comunque sia il PD non può vincere in europa con i socialisti, ma che “il Pd e Renzi devono assolutamente vincere le elezioni europee”. Grillo non è da meno e minaccia di ritirarsi se gli italiani non gli fanno vincere le europee.

Anche Schulz, il candidato che domani verrà ufficialmente scelto dai socialisti europei, dice nel suo piccolo, sondaggi alla mano, che “i socialisti possono vincere le elezioni”.

Di Tsipras si dice che “se non vince” potrebbe convergere su Schulz e che poi punterebbe a vincere le elezioni anticipate in Grecia per poter fare la voce grossa in consiglio europeo.

Chi ha ragione?

Chi partecipa vuole vincere. Bisogna però chiedersi seriamente cosa significa “vincere le europee”. A rigor di logica vorrebbe dire essere in grado di formare una maggioranza nel parlamento europeo capace di decidere le politiche dell’Unione obbligando il consiglio europeo a rispettare l’esito delle elezioni.

Per formare una maggioranza in un sistema parlamentare ci sono diverse possibilità che fanno sì che non esista solo un voto utile, ma che, a seconda delle priorità, si possa perlomeno scegliere tra 2+3 voti utili a tal fine.

Né Berlusconi né Grillo sembrano però interessati a vincere le europee in questo senso.

Sebbene Grillo e i suoi sono convinti che Bruxelles abbia paura di loro è evidente a chi sa far di conto che un massimo di 20 parlamentari europei (o di cittadini europei, che dir si voglia) al di fuori di qualsiasi alleanza in un parlamento di 751 parlamentari può far paura quanto Scilipoti e Razzi in quello italiano. Berlusconi vuole solo far vedere che lui conta ancora e non dice ai suoi elettori che i voti che prenderà li regalerà ai popolari, dove la voce grossa la fa la Merkel (che tra gli elettori di Forza Italia non gode di grandi simpatie). In cambio la Merkel non ha fatto cacciare Forza Italia dai popolari europei, perché quel pugno di voti potrebbero in effetti decidere quale partito, a livello europeo, avrà più seggi in parlamento e quindi, in base alla risoluzione del parlamento, avere la prima parola nella definizione del primo candidato da sottoporre al consiglio europeo.

In quest’ottica ragiona Schulz quando dice che “i socialisti possono vincere le elezioni” e pensa alla sfida con i popolari sul filo del 28% dei seggi del parlamento. Per vincere veramente però bisognerebbe che a un eventuale primato dei socialisti sui popolari corrisponda una maggioranza in parlamento per il loro candidato e che questa maggioranza sia in grado di vincere le resistenze del consiglio europeo. Dove c’è chi, come la Merkel, farà di tutto per non darla vinta a Schulz. Anzi, una eventuale nomina di Schulz richiederà parecchio sangue, come mi dice Zatterin de La Stampa:

Vincere le elezioni europee per il notista politico medio italiano (e non per i pochi come Zatterin, che d’Europa se ne intendono veramente) significa invece risultare in Italia la sera del 25 maggio il primo partito. Poi, cosà sarà dei voti in parlamento e consiglio europeo sembra non interessi a nessuno.

In quest’orizzonte nazionale se la giocano Renzi, Grillo e Berlusconi.

Renzi a dire il vero, facendo il PD parte dei socialisti europei, potrebbe ambire anche a vincere le europee nel senso di Schulz, ovvero concorrere a far parte a pieno titolo del gruppo politico più importante del parlamento europeo con un cospicuo numero di parlamentari (alla pari se non superiore ai Labour e all’SPD). Però nemmeno chi per il PD scrive (Stefano Menichini) sembra credere che così si vinca.

E per L’Altra Europa per Tsipras? Cosa significa “vincere le europee”?

Significa dimostrare che un’altra Europa è politicamente possibile.

Significa convincere più cittadini europei possibili che le elezioni europee si vincono solo in ottica europea. Significa spostare il discorso pubblico dalla dimensione nazionale alla dimensione europea, mostrare che abbiamo la forza politica per modificare il destino dell’Unione Europea, che non è necessario che esista per sempre una Troika in cui non si distingue ciò che dice la Commissione europea, da quel che pensano la BCE e il fondo monetario internazionale. Significa ridare forza politica al sogno europeo. Significa convincere i più giovani che l’Europa guarda al nostro futuro e non è solo un relitto del dopoguerra o uno stratagemma neoliberalista che porta disoccupazione, precariato ed è interessata solo alla stabilità delle banche.

Significa alzare la posta in gioco. Sfidare i partiti politici sul loro programma europeo e non sui loro giochi nazionali, siano sul web o nei palazzi. Rivelare che un voto a Grillo è un voto perso in ottica europea, che un voto a Berlusconi è un voto dato alla Merkel.

Significa mostrare alla Lega che il federalismo non si può scindere dalla solidarietà, pena il suo fallimento. Perché se federalismo mai ci potrà essere, potrà essere solo a livello europeo. Solo nell’ottica del federalismo europeo si potranno svincolare i comuni dall’austerità cui ora sono sottomessi. Solo in un’Europa federale e democratica sarà possibile reale autonomia locale e solidarietà tra i popoli e tra i cittadini europei.

Significa lavorare per un’alternativa reale e possibile alla logica delle larghe intese e per una maggioranza in parlamento europeo per riforme radicali di carattere sociale e istituzionale.

Significa misurarsi con la disoccupazione giovanile, con le catastrofi causate dalla crisi finanziaria e da politiche sociali disastrose, significa dire no ai tagli alla sanità, alla scuola, all’università, alla ricerca e alla cultura.

Significa proporre un’alternativa. Significa rispondere alla domanda: quale Europa vogliamo? Significa immaginare il futuro e in tal modo renderlo già qui ed ora possibile.

perché questo blog

di Emanuele Caminada

Tutto nasce poche settimane fa dal bisogno di capire il senso dell’APPELLO PER UNA LISTA PER TSIPRAS, l’appello per la formazione di una lista civica a sostegno della candidatura a presidente della commissione europea di Alexis Tsipras nell’ambito delle elezioni europee che si terranno tra il 22 e il 25 maggio 2014 in tutti i paesi dell’Unione Europea.

Leggendo l’appello mi sono chiesto: che senso potrebbe avere sostenere Tsipras?

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