c’è un “voto utile”?

 

Esiste il “voto utile” nelle Elezioni Europee?

No. Data la complessità dei meccanismi istituzionali bisogna votare per i principi, i valori, le persone e le politiche in cui si crede. Però è giusto farlo con cognizione di causa (un po’ di sguardo strategico non guasta!)

Il sistema elettorale è proporzionale con sbarramento al 4%. Ci sono quindi  2+3 possibili voti utili:

  1. Alla lista e quindi al suo candidato alla presidenza della Commissione
  2. Alla lista in funzione di una maggioranza parlamentare
  3. Ai 3 candidati da scegliere all’interno della lista che si decide di votare in funzione 1. del candidato o 2. di una maggioranza parlamentare.
  1. In base ad una Risoluzione del Parlamento europeo il Consiglio Europeo dovrà prendere in considerazione come primo candidato alla Presidenza della Commissione il candidato proposto dal gruppo politico europeo con più seggi in parlamento. Secondo i sondaggi a giocarsi il primo posto (sul filo del 30%) saranno il socialista Schulz (PSE) o il candidato proposto dai popolari (PPE). Il primo candidato proposto dovrà trovare una maggioranza in parlamento. Se viene eletto sarà Presidente e formerà la Commissione, se non viene eletto il Consiglio dovrà trovare un nuovo candidato (altre info QUI).
  2. Se si vuole evitare che il candidato venga trovato in base a un compromesso tra Commissione e una maggioranza di larghe intese in Parlamento tra i popolari del PPE e i socialisti del PSE (dove potrebbero giocare anche rivalità e interessi nazionalisti), compromesso che renderebbe impossibili riforme istituzionali, sociali ed economiche necessarie per affrontare i danni della crisi, bisogna scegliere la lista in funzione della formazione di una maggioranza alternativa nel Parlamento Europeo.

Secondo i sondaggi è realisticamente possibile formare una maggioranza di centrosinistra tra socialisti, verdi e sinistra capace di riforme sociali e istituzionali (eventualmente allargata ai liberali federalisti). Per favorire questa soluzione, in Italia si può votare solo la lista L’Altra Europa con Tsipras, dato che non si presenteranno né liste affiliate ai liberali (come erano lo era l’IdV) né ai Verdi capaci di superare la soglia di sbarramento nazionale del 4%. Questo a patto che i socialisti in Europa riescano a essere il primo partito.

Votare M5S significa infoltire il gruppo misto e rendere più semplice la formazione di una maggioranza di larghe intese.

Votare Forza Italia, UDC, Popolariperlitalia, Nuovo Centrodestra o Fratelli d’Italia significa dare voti alle politiche di austerità della Merkel e della Troika.

Votare Lega Nord significa proporre una deriva nazionalista e xenofoba in Europa.

Non votare significa non decidere.

Se siete indecisi su chi condivida le vostre opinioni ecco qui un gioco per capirlo.

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