Si delineano le forze in campo per le Elezioni Europee del 25 maggio

La settimana scorsa è stata ricca di avvenimenti in Europa. Purtroppo la campagna elettorale non potrà fare a meno di seguire con grande preoccupazione i tragici avvenimenti in Crimea. Presto cercherò di analizzare le posizioni dei vari candidati e delle varie liste rispetto a quanto sta accadendo in Ucraina. Per ora vi consiglio di seguire quanto sta succedendo attraverso gli ottimi aggiornamenti de Il Post.

1 marzo

Il primo marzo a Roma Martin Schulz è stato scelto come candidato unico dai socialdemocratici europei con una maggioranza del 91 % dei voti.

Il primo marzo a Roma Martin Schulz è stato scelto come candidato unico dai socialdemocratici europei con una maggioranza del 91 % dei voti.

Con il congresso del PSE a Roma, organizzato dal Partito Democratico che è diventato ufficialmente membro dei Socialisti e Democratici Europei, Martin Schulz è stato dichiarato ufficialmente candidato alla presidenza della Commissione europea. Il motto scelto da Martin Schulz per la sua campagna elettorale è Verso una nuova Europa, che è anche il titolo del manifesto elettorale con il programma del PSE. Nel suo discorso (qui in video, in pdf il testo completo e in uno stralcio per la stampa) Schulz ha dichiarato di voler esser “il primo presidente della commissione eletto dai cittadini europei”.

È da sottolineare il fatto che i Labour inglesi, probabilmente il partito nazionale più grande all’interno del PSE si è espresso contro la candidatura di Schulz, le cui ambizioni federaliste non vengono assolutamente condivise oltremanica e che è intenzionato a mettere il Regno Unito entro il 2017 con le spalle al muro circa la loro permanenza nell’Unione in modo da evitare continui accordi al ribasso. Una defezione dei voti dei Labour al Parlamento europeo potrebbe rendere vani le ambizioni di Schulz di ottenere una maggioranza stabile alternativa ad una grande coalizione.

4 marzo

Guy Verhofstadt presenta la lista italiana di appoggio all'ALDE presso la sala della Stampa estera a Roma (via http://www.sguardoeuropeo.it)

Guy Verhofstadt presenta la lista italiana di appoggio all’ALDE presso la sala della Stampa estera a Roma (via sguardoeuropeo.it)

È nata una lista liberale in Italia in appoggio al candidato dell’ALDE, Guy Verhofstadt. La lista si chiamerà “La mia Europa” o “Scelta Europea” ed è stata creata attraverso una coalizione dei movimenti liberaldemocratici italiani (Scelta Civica di Mario Monti, Fare per fermare il declino, capeggiato da Michele Boldrin e Ezio Bussoletti, il Centro Democratico capitanato da Bruno Tabacci, il Partito federalista europeo rappresentato da Stefania Schipani, il Pli di Stefano De Luca) e  addirittura i Conservatori sociali che fanno capo all’ex Msi, Cristiana Muscardini.

I radicali di Pannella e Bonino hanno deciso di non aderire e di non presentarsi alle Europee.

A sorpresa l’iniziativa ha avuto il sostegno di Romano Prodi che si espresso fortemente a favore dell’amico Guy Verhofstadt, federalista convinto, testa di punta dello Spinelli Group, apprezzando il programma a favore di un assetto politico federale dell’Unione, affinché i vertici vengano eletti democraticamente e l’unione si dia una politica economica ed estera comune: “Un ‘progetto radicalmente europeista e federale’ contro l’immobilismo dei finti europeisti che privilegiano i rapporti intergovernativi alla costruzione di un’autentica unione politica” (così Edoardo Petti) che presenta molte affinità con le sensibilità federali di Barbara Spinelli, sebbene sia ambiguo circa il superamento delle politiche di austerità a causa delle differenti sensibilità dei componenti dell’ALDE (come Rehn e l’FDP e lo stesso Monti).

Dato lo scarso appeal mediatico e il poco consenso territoriali dei partiti che hanno dato vita a questo cartello sembra difficile che questa lista liberale possa superare la soglia di sbarramento il 25 maggio.

5 marzo

Presentazione delle candidature de L'Altra Europa con Tsipras. In prima fila da sinistra Luca Casarini, Barbara Spinelli, Ermanno Rea

Presentazione delle candidature de L’Altra Europa con Tsipras. In prima fila da sinistra Luca Casarini, Barbara Spinelli, Ermanno Rea

L’Altra Europa con Tsipras ha presentato mercoledì 5 marzo, in ritardo di una settimana probabilmente a causa di conflitti [1] tra il comitato dei garanti (Barbara Spinelli, Marco Revelli, Guido Viale, Luciano Gallino, Paolo Flores d’Arcais, Andrea Camilleri e Alexis Tsipras) e i partiti che hanno garantito il sostegno organizzativo alla lista (primo fra tutti il PRC e in seguito, a dispetto di Vendola, SEL) le 73 candidature ufficiali. L’Altra Europa con Tsipras definisce con largo anticipo rispetto a tutte le altre liste le candidature e parte alla ricerca delle 150.000 firme necessarie per presentarsi alle elezioni. La composizione delle liste è nata con un metodo dal basso che ha contribuito alla presentazione da parte di numerosi soggetti collettivi alla proposta di 196 possibili candidati (tra cui la mia, da parte di Roberta De Monticelli a nome della community del Phenomenology Lab.  La mia candidatura non ha avuto purtroppo buon esito:

VI INVITO A TAL PROPOSITO A LEGGERE LA MIA PRESA DI POSIZIONE CIRCA I CRITERI CHE HANNO PORTATO ALLA COMPOSIZIONE DELLE LISTE E IL MIO INVITO A DARE IL PROPRIO CONTRIBUTO AD ALZARE LA POSTA IN GIOCO.

La composizione delle liste ha creato purtroppo numerosi conflitti tra i garanti e i vari gruppi sostenitori, che non sembrano ancora sopiti, e che hanno portato già alla sostituzione di due candidature e al ritiro di Andrea Camilleri e Paolo Flores d’Arcais dal comitato dei garanti. II numerosi compromessi e il fragile equilibrio raggiunto tra i partiti e i movimenti di sostegno fa credere a molti che siamo di fronte all’ennesima occasione persa. Se sarà veramente così forse dipende in parte ancora da noi. L’Altra Europa con Tsipras sembra ripetere gli stessi errori che hanno portato alla sconfitta i progetti de La Sinistra Arcobaleno e Rivoluzione Civile, sebbene fosse nata sotto ben altri auspici.

Come notano oggi il direttore di Ipr marketing Antonio Noto e il direttore di Ixé Roberto Weber sul quotidiano Europa, le possibilità de L’Altra Europa di superare la soglia di sbarramento del 4% e di convincere dipendono dalla sua capacità di uscire dal recinto di riferimento della sinistra e dalla capacità di comunicarsi meglio ai non addetti ai lavori (le due cose sono a mio parere collegate, come spiego nella mia presa di posizione).

Ad oggi, grazie al contributo de L’Altra Europa con Tsipras la Sinistra Europea ha scalzato nei sondaggi i liberali dell’ALDE. Queste due forze lotteranno probabilmente per diventare il terzo gruppo più numeroso al Parlamento europeo.

7 marzo

Merkel ha garantito il suo appoggio a Juncker, candidato del PPE con 382 voti a favore, 245 contrari e 200 astenuti

Merkel ha garantito all’ultimo momento il suo appoggio a Juncker, candidato votato dai membri del PPE con 382 voti a favore, 245 contrari e 200 astenuti

Si è finalmente sciolto il nodo del candidato del PPE, che ancora non era stato deciso, viste le resistenze di Angela Merkel ad accettare la risoluzione del Parlamento europeo del luglio 2013 che punta alla parlamentarizzazione dell’Unione Europea a partire dal prossimo periodo legislativo. Al congresso di Dublino il PPE ha scelto Jean Claude Juncker come proprio candidato per la guida della Commissione. Con un’inversione a U caratteristica del suo modo di fare politica Angela Merkel ha deciso di garantire l’appoggio della CDU (insieme alla greca Nea Demokratia) spaventata dalla campagna elettorale pan-europea di Schulz. Nonostante le resistenze della Kanzlerin sono in molti nella CDU a ritenere necessario che il Consiglio europeo rispetti la risoluzione del parlamento.

Tuttavia Merkel, Cameron e Hollande si sono espressi in modo contrario e cercheranno di far valere la propria forza contrattuale in sede di Consiglio europeo. Cameron in particolare ha fatto di tutto per avere Merkel come alleato contro Schulz.

Alcuni maliziosi sostengono che la svolta di Angela Merkel nasconda l’intenzione di bruciare la candidatura di Juncker alle elezioni (che probabilmente premieranno i socialisti), impendendo in sede di consiglio il successo di Schulz e poi proporre Lagarde come candidatura di compromesso con l’accordo di Hollande (che avrebbe un presidente francese) e Cameron (che avrebbe un presidente più affine ai sui obiettivi mercatisti).

La scommessa di Schulz e Juncker è quella di rafforzarsi a vicenda, vincendo anche le resistenze all’interno dei propri gruppi (rispettivamente Labour e CDU) per costringerli a rispettare il patto con gli elettori. Come già anticipato, si terrà un confronto televisivo con tutti i candidati alla presidenza il 15 maggio, mentre Schulz e Juncker si sono resi disponibili a più duelli (entrambi parlano tedesco e francese) per polarizzare il confronto. A dispetto dei desideri di Juncker e Schulz un secondo duello tra i due principali sfidanti il 20 maggio è stato annullato dalla rete delle televisioni pubbliche europee per evitare di fare torto agli altri candidati e si terrà solo in tedesco su ORF e ZDF.

Mentre la diplomazia interna decideva il candidato alla presidenza del PPE (Juncker è stato scelto con 382 voti a favore, contro 245 per Barnier e ben 200 astenuti) i rappresentanti dei partiti italiani stavano a guardare. Berlusconi non è potuto volare in Irlanda in quando pregiudicato senza passaporto, Alfano, che non risulta nemmeno nell’infinito elenco degli speakers, non avendo nulla da fare si è divertito a twittare una foto di Bono degli U2, che ha tenuto un discorso davanti ai potenti del PPE criticando apertamente la gestione mercatista dell’Unione:

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